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Camelie,le specie spontanee 1

Camelie: le specie spontanee

 

* by Gianmario Motta         (gianmario.motta@fastwebnet.it)

* Director                           International Camellia Society

* Vicepresidente                  Società Italiana della Camelia

 

 

Vice Presidente della Società Italiana della Camelia e Director della International Camellia Society, ha visitato più volte lo Yunnan e lo Sichuan, considerati lo scrigno botanico delle piante ornamentali, percorrendo in jeep quasi 10.000 km ed esplorando sistematicamente le foreste di camelie spontanee.  Ha compiuto viaggi di documentazione in Vietnam del Nord e in Giappone. E’ autore di vari articoli sulle camelie su riviste internazionali. E’ professore di ruolo alla Facoltà di Ingegneria di Pavia ed è incaricato al Politecnico di Milano.

 

 

Il genus Camellia conta oltre 250 specie spontanee e alcune migliaia di varietà coltivate (cultivar), appartenenti alle specie di maggiore valore ornamentale. Di queste, la Camellia japonica è la più conosciuta tanto che per molti è la camelia per antonomasia. Tuttavia, non è la sola camelia ornamentale notevole. La gamma delle specie spontanee è ampia ed include specie a fiore giallo (circa trenta!), a fiore piccolo e a fioritura profusa, a fiore grandissimo bianco o rosa, alberi con una deliziosa corteccia colore cannella. Molte di queste specie, scoperte o riscoperte negli ultimi venticinque anni, possono essere coltivate in Italia e sono reperibili presso alcuni vivaisti italiani ed europei.

Abbiamo pensato di offrire un breve panorama di alcune specie, basandoci sulle esperienze di acclimatazione in Italia e sulle osservazioni fatte in Cina, Giappone, Vietnam, da dove provengono grande parte delle specie spontanee. Come ogni panorama, anche questo è selettivo, ed ha escluso specie meritevoli, fra le quali fra C.sasanqua C. oleifera, in quanto già note al pubblico. Abbiamo omesso anche alcune specie emergenti e potenziali protagoniste, come la C. azalea (Cina) che promette una fioritura continua e la C. amplexicaulis (Vietnam) che, a nostro giudizio, è forse uno dei più bei fiori spontanei. Ad esse dedicheremo un prossimo articolo.

Camelie gialle delicate

Sino a trenta anni fa le camelie a fiore giallo erano ignote al pubblico. La apertura della Cina e del Vietnam ha portato alla scoperta di decine di specie di camelie a fiore giallo. Le camelie a fiore giallo hanno caratteristiche generali molto diverse dalla C. japonica: foglie prevalentemente bullate, spesse, fiore piccolo in assoluto e minuscolo rispetto alle foglie, fioritura molto scalare. La C. nitidissima, nota anche come C. chrysantha, è la più conosciuta, perché è stata la prima camelia gialla ad essere descritta, ma la vietnamita C. petelotii  è forse la più bella, con un fiore colore oro, piccolo, semidoppio, di diametro 4-6 cm circa, che sboccia fra dicembre e gennaio-febbraio.

Figura 1 Camellia petelotii nella foresta di Tamdao, Vietnam (foto G.  Motta)

Figura 2 Camellia nitidissima in coltivazione, Honk Kong (foto G.  Motta)

Purtroppo le camelie gialle, che vivono alle medie quote della fascia tropicale (500-1000 m/slm), non amano i nostri climi e sinora si sono rifiutate di sopravvivere e di fiorire. Le esperienze di coltivazione sono state deludenti; i tentativi di incrocio con altre specie di camelie per migliorarne le caratteristiche sono falliti. Gli amanti possono ammirare qualche esemplare nelle serre dei vivaisti e, all’aperto, nei giardini botanici di Honk Kong, Kunming e Jinhua (tutti in Cina).

Camelie bianche semirustiche

Fra le camelie, due specie spontanee offrono fiori bianchi grandissimi e spettacolosi. La C. granthamiana  fu scoperta nei nuovi territori di Honk Kong. I fiori sono enormi, sino a 15 cm di diametro, bianchi o rosa,e, nei nostri climi, sbocciano in inverno. Le foglie sono scure, bullate e la pianta ha portamento arboreo. Semirustica, è presente nella collezione di Villa Anelli (Oggebbio, VCO).

Molto promettente è la altra bianca di Honk Kong, la C. crapnelliana, ha fiori bianchi grandi., solo un poco più piccoli della C. granthamiana, foglie di colore quasi oliva e, come si vede dalla foto, è perfettamente a suo agio sotto il sole di Honk Kong, dove fiorisce in dicembre. Notevoli sono il portamento arboreo e la bella corteccia colore cannella. La  C. crapnelliana  è in acclimatazione in serra presso la Floricoltura Lago Maggiore e l’esperimento pare sulla buona via. 

Figura 3 Camellia granthamiama, Villa Anelli, Lago Maggiore (foto Gianmario Motta)

Figura 4 Camellia crapnelliana, Honk Kong (foto Andrea Corneo)

 

 

Camelie tropicali rustiche

Non necessariamente le piante diffuse nelle regioni tropicali sono delicate. Consideriamo qui i casi di due camelie chiare molto rustiche.

La C. saluenensis si trova in migliaia di esemplari lungo le vallate e le foreste dello Yunnan (Cina sud-occidentale). Data la sua grande diffusione, si trovano in natura fiori di colore e forme diverse, dal quasi-bianco al rosa carico. Il fiore delle specie è, come si vede dalla foto, aggraziato. I pregi della “quasi-tropicale” C. saluenensis includono una fioritura precoce e resistente al freddo, una certa robustezza e un bel portamento. Relativamente diffusa fra i migliori vivaisti la C. saluenensis  “Apple Blossom”, forse un ibrido, è pianta eccellente, con una bellissima foglia. Ricordiamo che la C. saluenensis è progenitrice (mother parent) delle camelie ibride Williamsii, che incrociano appunto la  C. saluenensis con la C. japonica, ottendo piante molto forifere fra cui la “Donation” e la “EG Waterhouse”

Anche la C. yunannensis è adatta al clima dei nostri laghi. In natura, è una pianta grande, arborea, con una corteccia colore cannella, fiore medio, bianco, che sboccia in gennaio-febbraio (marzo-aprile in Italia), diffusa nel sottobosco delle foreste dello Yunnan sino oltre i 2.000 metri.

Figura 5  Camellia saluenensis, gruppo di piante nane in pieno solo sul fiume Salween a media quota (ca 1000m), Yunnan, Cina  (foto G Motta)

 

Figura 6 Camellia saluenensis “Apple Blossom” in coltivazione sul lago d’Orta (foto G Motta)

Figura 7  Camellia yunnanensis, nella foresta delle montagne Zixi, Yunnan, Cina (foto G Motta)

La pianta del te (C. sinensis)

Non possiamo non menzionare la C. sinensis, anche se non è la camelia di maggiore valore ornamentale. Tuttavia è perfettamente adatta al clima dei nostri laghi e del nostro Mezzogiorno, si tiene a siepe con facilità e regala una fioritura scalare a settembre, che diviene più copiosa nelle regioni meridionali. Nel comune di Capannoni (Lucca), in località Pieve di Compito, è stata impiantata una coltivazione di te.

 

Figura 8  Camellia sinensis, in coltivazione in Vietnam (foto G Motta)

 

Figura 9 Camellia sinensis, fiore, Vietnam del Nord (foto G Motta)

Camelie primaverili a fioritura profusa

La C. japonica   alla camelia la immagine generica di fiori eccellenti ma di fioritura un poco rada. Alcune specie spontanee uniscono invece magnifico portamento, foglia acuminata e sottile, fiore bianco o rosa miniatura, fioritura profusa  e grande frigoresistenza. Fra esse menzioniamo la C. fraterna, la C. cuspidata e la C. forrestii; tutte sono a fioritura primaverile (la C. forrestii è più precoce) e sono relativamente disponibili presso i migliori vivaisti.

Figura 11 Camellia fraterna, in coltivazione sul lago d’Orta (foto G Motta)

 

Figura 12 Camellia forrestii, sulle montagne Zixi, Yunnan, Cina (foto G Motta)

Camelia profumate

La C. japonica non è profumata. Alcune specie di Camellia sono lievemente fragranti, come la C. sasanqua.  La C. lutchuensis è invece fortemente profumata. Dotata di un fiore non appariscente ma di una buona resistenza al freddo, questa specie originaria della omonima isola di Lutchu o Ryukyu (all’estremo sud del Giappone), è spesso ibridata per migliorare la caratteristiche fiorali, come si deduce dalla foto. La fioritura  primaverile e la fragranza è ben percettibile.

 

Figura 13 Ibrido della C. cuspidata  “High Fragrant”, in coltivazione sul lago d’ Orta (foto G Motta)

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